La Basilica - Santuario-Basilica Madonna dei Miracoli

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La Basilica

Storia del Santuario

LA BASILICA DELLA MADONNA DEI MIRACOLI



Sul luogo dell'Apparizione del 9 Marzo cominciarono subito ad accorrere devoti pellegrini, che affermavano di aver ricevuto grazie e miracoli.
Allora intervenne l'Autorità Ecclesiastica che, nel Maggio 1510, istituì il Processo Canonico sui fatti dell'Apparizione e ne riconobbe la verità.

La primitiva chiesetta in legno fu ben presto sostituita con l'attuale grandioso tempio, costruito sotto la direzione del francescano P. Francesco Zorzi da Venezia.
Un'antica tradizione attribuiva il disegno del Santuario a Jacopo Sansovino. La chiesa fu consacrata la prima domenica di Settembre del 1513.


Più volte, dopo le frequenti pestilenze, fu imbiancata per ragioni igieniche, e andarono così rovinati preziosi affreschi, tra cui parecchi del Pordenone.
Nel 1713 la chiesa subì una notevole deformazione secondo i gusti barocchi del tempo, ma fu riportata all'armonia delle sue forme originali nel 1891.

Nel 1875 il Santuario ebbe il titolo di Basilica Minore e nel 1877 fu dichiarato Monumento Nazionale.

Il tetto appena restaurato

L'ESTERNO: All'esterno, la Basilica si presenta in un insieme di linee e forme semplici e armoniche. La facciata sale dolcemente dagli archi del chiostro in segmenti curvilinei, fino al timpano a mezzaluna, sormontato dalla statua della Madonna. Altre 4 statue ornano la facciata, e sono: S. Francesco e S. Antonio, S. Chiara e S. Augusta.

  L'INTERNO:
Per due portali classici si entra in Basilica.

  Da notare la PIETÀ, notevole scultura sopra l'ingresso principale.

  L'interno, immerso in una riposante penombra, invita subito al raccoglimento e alla preghiera.

  È a tre navate, sostenute da otto pilastri ottagonali senza piedistallo e senza alcun ornato, in spirito di rigida povertà francescana. Il soffitto della navata maggiore è sorretto da solide capriate. Da notare la mancanza del Transetto aereo e l'accentuato sviluppo dell'Arco Trionfale, di imitazione basilicale paleocristiana; il Transetto però è realizzato a terra col disegno rilevato del pavimento.

In alto, sui lati dell' Arco Trionfale, si può ammirare una ANNUNCIAZIONE del Pordenone. Volgendosi verso l'entrata principale, in alto, il bellissimo finestrone in cristallo, su cui è dipinta l'ASSUNTA, opera del Prof. Bertini di Milano e dono del Vescovo di Vittorio Veneto, Mons. S. Brandolini Rota.


 
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