Il Convento - Santuario-Basilica Madonna dei Miracoli

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Il Convento

Storia del Santuario

IL CONVENTO DEI PADRI FRANCESCANI


Il CONVENTO dei Padri Francescani fu costruito subito dopo la Chiesa.

Fin dall'8 APRILE 1510, cioè neppure un mese dopo l'Apparizione, i Francescani prestano servizio nel Santuario, chiamati qui dal Consiglio Comunale di Motta.

Il disegno del Convento è semplice ed elegante: due chiostri e due cortili, disposti simmetricamente, formano un quadrato perfetto. Nel 1957-58 tale simmetria è stata ritoccata con la ricostruzione del Seminario dei Chierici Studenti, che richiese l'allungamento di un'ala del fabbricato.

Nei due CHIOSTRI, dai colonnati agilissimi, si respira l'armonia classica del Cinquecento oltre che la pace francescana. Al centro del «CHIOSTRO dei FIORI», vicino all'antico pozzo, vi sono uccelliere con fagiani, tortorelle e canarini, che salutano festosamente i pellegrini.


Passeggiando sotto le arcate del «CHIOSTRO DEI FIORI» si può ammirare in tutta la sua altezza il CAMPANILE svettante, costruito subito dopo la Chiesa, con la cella campanaria ornata di bifore veneziane e la cuspide ottagonale, su cui troneggia un Angelo alato. Il CAMPANILE è dotato di un magnifico concerto di campane, azionate elettricamente, di cui fu inciso anche un disco.


Nel «CHIOSTRO del POZZO», un caratteristico pozzo ricorda usi e costumi di altri tempi. Nelle lunette, attorno ai chiostri, sono dipinte storie devote di S. Francesco d'Assisi e di S. Antonio di Padova, opera di un ignoto Frate pittore del 1674


Nel 1965-66 l'antico CONVENTO fu radicalmente restaurato e rinnovato nelle strutture interne. Nell'estate 1966 furono restaurate anche le lunette del CHIOSTRO dei FIORI, ad opera del Frate pittore Fr. Terenzio Barbone da Fiuggi.

MUSEI: all'angolo sud-est del primo chiostro vi è il Museo Missionario con un'interessante collezione d'arte orientale.
Nel lato sud del secondo chiostro vi è il Museo della Basilica nel quale è raccolta la storia, la pietà e l'arte della Basilica: fra l'altre cose v'è una pianeta donata da Papa Giovanni XXIII, una donata da S. Pio X e una dalla famiglia reale di Spagna del 1600.

 
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